Pubblicato il — Lascia un commento

Caolino e siccità: come sta andando il campo scuola in Abruzzo

Caolino e siccità: rametto di olivo con olive verdi e foglie segnate dai residui bianchi della copertura a base di caolino e propoli, con due olive staccate accanto a un metro a nastro, al campo scuola di PensaFacile ospitato dall'Azienda Agricola Blasiotti a Loreto Aprutino, il 3 settembre 2026

Il 3 settembre il tecnico che segue il campo scuola di PensaFacile, ospitato quest’anno dall’Azienda Agricola Blasiotti a Loreto Aprutino (PE), ha fatto il sopralluogo di aggiornamento sulla nostra sperimentazione con caolino e propoli. Dopo un’estate con massime spesso sopra i 33 °C da inizio luglio e una lunga assenza di piogge, la copertura era ancora presente su foglie e drupe, e piante e olive erano nel complesso in buone condizioni, con meno segni di stress di quelli che da settimane si vedevano in altri areali della regione. È un’indicazione incoraggiante, ma non ancora la prova che il merito sia della copertura: qui racconto cosa abbiamo osservato, cosa ci dice e cosa ancora non ci dice. È il seguito della puntata di agosto, quando la sperimentazione iniziata nel 2025 a Nocciano si è spostata in un nuovo oliveto.

Cosa abbiamo controllato al sopralluogo del 3 settembre?

Il sopralluogo aveva tre obiettivi. Il primo era verificare la tenuta della copertura, cioè quanto resta sulle piante e quanto è uniforme. Il secondo era osservare come rispondono le piante trattate a un caldo e a una siccità così prolungati. Il terzo era controllare la difesa dalla mosca dell’olivo (Bactrocera oleae). I tre punti sono legati, perché la copertura ha due funzioni: fa da schermo alla chioma contro la radiazione e le temperature elevate, e fa da barriera fisica contro la mosca. Per questo la prima cosa da controllare è se c’è ancora.

La copertura c’era. Al 3 settembre era ancora presente e ben visibile sulla vegetazione e sulle drupe, dopo le settimane più difficili dell’estate. Per chi usa il caolino è un dato pratico: nella fase più severa della stagione le piante sono rimaste coperte, e da qui alla raccolta possiamo continuare a seguire quanto la copertura dura.

Oliveto del campo scuola di PensaFacile a Loreto Aprutino, con rami carichi di olive e montagne sullo sfondo, settembre 2026

Cosa ci dice quello che abbiamo visto?

Quella del 2026 è stata in Italia l’estate più calda dal 1950, con una siccità che ha colpito a macchia di leopardo in tutto il Paese. Il nostro sguardo è sull’Abruzzo, dove in diversi areali gli olivi mostravano da alcune settimane i primi segni di stress: drupe che crescevano più lentamente, pezzatura ridotta, perdita progressiva di turgore e, negli ultimi giorni prima del sopralluogo, le prime olive raggrinzite. Al campo scuola, con caldo e siccità analoghi, questi segni erano meno evidenti e le piante trattate mostravano una buona tenuta generale. Il tecnico che segue il campo ne ricava un’ipotesi da approfondire: la copertura a base di caolino e propoli potrebbe aver contribuito a mitigare lo stress da caldo e da mancanza d’acqua.

La stessa osservazione mostra anche un limite, ed è giusto dirlo. Delle due varietà presenti nell’azienda, la Dritta dell’Area Vestina ha retto meglio, mentre sul Leccino il raggrinzimento delle olive era più evidente, anche con il trattamento. Il tecnico non lo legge come un segno che il caolino non funziona: la copertura lavora sulla chioma, perché cambia quanta radiazione assorbe e quanto si scalda, ma l’acqua che manca alle radici non la può restituire. Quando la siccità dura così a lungo, può non bastare a frenare la risposta propria della varietà. Perché le olive si raggrinziscono, e perché Dritta e Leccino hanno reagito in modo diverso, lo abbiamo spiegato su PensaFacile.

Ramo di olivo cultivar Leccino con olive verdi, dettaglio dal campo scuola di PensaFacile a Loreto Aprutino, settembre 2026

Cosa non ci dice ancora?

Quello che non possiamo ancora dire è che il merito sia della copertura. Quest’anno al campo scuola non ci sono piante lasciate senza trattamento da mettere a confronto con quelle trattate. Il termine di paragone resta il primo anno di sperimentazione, a Nocciano: nel 2025, al controllo del 1° settembre, il protocollo con caolino e propoli aveva dato il 95% di drupe sane su Ascolana tenera, contro il 70% di danno registrato negli anni passati (ne abbiamo scritto qui). Ma luogo, varietà e annata sono diversi, e quel dato riguardava la mosca, non lo stress da caldo: il confronto aiuta a orientarsi, non a misurare.

Lo stesso vale per la mosca. Il 3 settembre sulle drupe non c’erano segni di infestazione attiva, né uova né larve di prima età. Con massime spesso sopra i 33 °C, però, la mosca è di fatto ferma, quindi l’assenza di attacchi non dice quanto abbia funzionato la difesa: è un dato positivo del monitoraggio, non un risultato del prodotto. Per passare da un’indicazione a una prova servono osservazioni ripetute nel tempo, il confronto con parcelle non trattate o gestite in modo diverso e, accanto ai rilievi a vista, misure fisiologiche, agronomiche e del microclima che dicano se le piante coperte conservano davvero meglio il loro stato idrico.

Cosa guardiamo fino alla molitura

Da qui alla raccolta seguiamo due cose: quanto dura la copertura sulle piante e la mosca, che con il calo delle temperature può tornare attiva. Al momento non sembra esserci un peggioramento dovuto alla mosca olearia. In alcuni areali la raccolta è già cominciata per alcune cultivar: aggiorneremo nel prossimo articolo, con le olive arrivate alla molitura. Se vuoi seguire la sperimentazione, iscriviti al blog; se stai pensando di provare il caolino nel tuo oliveto, trovi come si prepara e come si applica nella pagina Come si usa.

Domande frequenti

Il caolino ha protetto gli olivi dalla siccità del 2026?
Non possiamo ancora dirlo con certezza. Al campo scuola di PensaFacile in Abruzzo, trattato con una copertura a base di caolino e propoli, il 3 settembre piante e olive mostravano meno segni di stress rispetto ad altri areali della regione con caldo e siccità analoghi. È un’indicazione preliminare, coerente con un’azione protettiva della copertura; per dimostrarla servono il confronto con piante non trattate e misure fisiologiche ripetute nel tempo.

Il caolino evita che le olive si raggrinziscano con la siccità?
Non sempre. La copertura di caolino lavora sulla chioma, perché riduce la radiazione assorbita e il calore, ma non può restituire l’acqua che manca alle radici. Al campo scuola il Leccino ha mostrato olive raggrinzite anche con il trattamento, mentre la Dritta dell’Area Vestina ha retto meglio: quando la siccità si prolunga, la risposta della varietà pesa molto.

Com’è andata con la mosca dell’olivo nel 2026?
Al sopralluogo del 3 settembre non c’erano segni di infestazione attiva sulle drupe, ma con massime sopra i 33 °C la mosca è di fatto ferma, quindi il dato non misura l’efficacia della difesa. Al momento non sembra esserci un peggioramento dovuto alla mosca olearia, e il monitoraggio prosegue fino alla raccolta.


Pubblicato il — Lascia un commento

Dalla sperimentazione alla conferma: il progetto su caolino e propoli continua in un nuovo oliveto

Trattore con lancia nebulizza caolino tra gli olivi durante la sperimentazione con caolino e propoli, oliveto Blasiotti

Lo scorso anno abbiamo seguito da vicino il lavoro di Gianni Santilli e dei collaboratori coinvolti nella sperimentazione condotta a Nocciano (Abruzzo), nata con l’obiettivo di valutare l’efficacia di una strategia preventiva basata sull’impiego combinato di caolino e propoli nella difesa biologica dell’olivo.

I risultati ottenuti al termine della stagione sono stati particolarmente incoraggianti. In un’annata caratterizzata da una forte pressione della mosca olearia, il monitoraggio costante, gli interventi tempestivi e il mantenimento della copertura con caolino hanno consentito di limitare sensibilmente i danni alle drupe e di arrivare alla raccolta con olive sane, dalle quali è stato ottenuto un olio extravergine di elevata qualità.

Ma un buon risultato, da solo, non basta. In agricoltura ogni stagione è diversa e ogni oliveto presenta caratteristiche proprie: varietà coltivate, esposizione, condizioni pedoclimatiche e modalità di gestione possono influenzare in maniera significativa il comportamento della pianta e della mosca olearia.

Per questo motivo il progetto non si conclude con il primo anno di osservazioni. Al contrario, proprio dai risultati ottenuti nasce l’esigenza di verificare quanto questa strategia sia ripetibile anche in contesti differenti.

Una nuova azienda agricola, lo stesso approccio

La nuova stagione vedrà la sperimentazione proseguire nell’entroterra pescarese, presso l’Azienda Agricola Blasiotti, che ha scelto di mettere a disposizione il proprio oliveto secolare per continuare il percorso iniziato lo scorso anno.

L’obiettivo non è quello di replicare semplicemente quanto già fatto, ma di osservare il comportamento della strategia in condizioni agronomiche differenti. Cambiano l’azienda, l’oliveto e il contesto produttivo, ma rimangono invariati i principi che hanno guidato il lavoro fin dall’inizio.

Il metodo rimane il vero protagonista

L’esperienza maturata nel 2025 ha confermato un aspetto fondamentale: il caolino non può essere considerato una soluzione isolata. La sua efficacia dipende dalla capacità di inserirlo all’interno di una strategia costruita su alcuni elementi imprescindibili:

  • monitoraggio continuo dell’oliveto;
  • osservazione diretta dello sviluppo della mosca olearia;
  • applicazioni preventive;
  • mantenimento della copertura dopo gli eventi meteorologici;
  • valutazione costante dello stato delle piante.

Anche la propoli continuerà a far parte del protocollo di lavoro. L’esperienza dello scorso anno ha infatti evidenziato come il suo utilizzo, in associazione al caolino, possa contribuire a migliorare la permanenza della copertura sulle superfici vegetali, favorendo una protezione più stabile durante la stagione.

Un progetto che cresce insieme alle aziende

Uno degli aspetti più interessanti di questa ricerca è il rapporto di collaborazione tra tecnici, produttori e aziende agricole. Ogni oliveto rappresenta un’opportunità per raccogliere nuove osservazioni, confrontare risultati e comprendere meglio come adattare la strategia alle diverse realtà produttive.

L’obiettivo non è dimostrare che un prodotto funziona sempre allo stesso modo, ma capire quali condizioni permettono di ottenere i migliori risultati. È questo il valore della sperimentazione: trasformare l’esperienza pratica in conoscenza condivisa.

Continueremo a raccontare ciò che accade in campo

Come già avvenuto nella stagione precedente, seguiremo passo dopo passo l’evoluzione della sperimentazione presso l’Azienda Agricola Blasiotti. Condivideremo osservazioni, dati e risultati, raccontando non solo gli aspetti positivi ma anche le criticità che emergeranno durante il percorso.

Perché crediamo che l’innovazione in olivicoltura nasca soprattutto dal confronto tra chi ogni giorno lavora in campo e chi mette a disposizione competenze tecniche e strumenti di osservazione.

La ricerca continua…

Vuoi restare aggiornato sull’evoluzione della sperimentazione nell’oliveto Blasiotti? Iscriviti al blog:

Pubblicato il — Lascia un commento

Win Win Situation

La nostra idea è di “vincere insieme” come si dice in inglese creare una “win win situation” (io vinco-tu vinci).

Quasi ovunque in Italia è arrivata la primavera, riparte la stagione per l’agricoltura e iniziamo a ricevere le prime richieste di informazioni sul nostro caolino. Lo staff di Clay & Clay Srl entra così nella settima stagione di promozione del Caolino per Agricoltura Biologica AgriBioClay.

Siamo felici e soddisfatti del nostro lavoro, ogni giorno lo portiamo avanti ispirandoci a principi etici per una vendita trasparente e chiara nelle informazioni. Stiamo al fianco di collaboratori e clienti, scambiando importanti informazioni, cercando di comprendere e risolvere le loro problematiche, concordando strategie.

“Win Win situation”, Vincere insieme! In economia è una negoziazione alla fine della quale entrambe le parti soddisfano i propri interessi.

Siccome ci sentiamo soddisfatti, vogliamo ringraziare tutti i nostri clienti ed i nostri collaboratori; in particolare tutti coloro che hanno scelto di premiarci aggiungendo il nostro bollino sulle loro confezioni!

Questi clienti investendo sulla qualità e rinnovando la fiducia nel nostro lavoro, anno dopo anno contribuisco anche a diffondere la cultura del biologico e dell’utilizzo del caolino.

I loro clienti possono inquadrare il Qr-code contenuto sul nostro bollino, arrivare qui su questo sito ed informarsi. Non tutti infatti sanno che il caolino AgriBioClay è una argilla naturale, che contribuisce a proteggere le olive (ma anche altre colture) in modo naturale. Se usato tal quale e privo di elementi aggiunti o inquinanti è innocuo per gli animali e per l’uomo.

Il caolino AgriBioClay inoltre, rinfrescando ed idratando le piante contribuisce indirettamente a migliorare le qualità dei frutti e di conseguenza dell’olio con essi prodotto. (Vuoi uno studio autorevole a riguardo? leggi l’articolo del CITAB su Science direct)

Vincere insieme quindi!!! Ecco che alcuni fra i nostri clienti più affezionati ci hanno voluto ringraziare con il loro olio, abbiamo pensato di metterli insieme e di scattare la fotografia che vedete in questo articolo per ringraziarli: vincono loro, vincono i loro clienti, vince la salute delle persone, vinciamo anche noi.

Grazie a tutti voi e buona campagna 2023!

vincere insieme (io vinco-tu vinci). Alcune confezioni di olio dei nostri clienti tutte con il bollino AgriBioClay. Le olive spremute per ottenere l'olio sono state protette con il caolino naturale AgriBioClay.
Bollino Caolino AgriBioClay 2022

Hai letto fino a qui? Sei interessato ad approfondire? Inizia a leggere come evitare grumi nella dispersione, e come lavorare con la lancia.

Sei un agronomo? Hai delle domande da farci? Vuoi segnalarci dei clienti? Contattaci

Sei un cliente da grandi volumi? Vuoi vendere i nostri prodotti sul territorio nazionale? Contattaci

Pubblicato il — 4 commenti

CAOLINO – COME EVITARE GRUMI NELLA DISPERSIONE

Il caolino per agricoltura viene irrorato in dispersione acquosa sulle piante che devono essere protette: una delle cose che innervosisce di più l’agricoltore che deve effettuare il trattamento sono le otturazioni degli ugelli. Due sono le cause che portano ad otturare gli ugelli, la presenza di residui estranei al caolino, non presenti nel nostro AgriBioClay, e gli agglomerati che si formano a causa di una non perfetta dispersione del caolino. Con queste note vogliamo prevenire la formazione di agglomerati. 

Per evitare la formazione di agglomerati valgono gli stessi accorgimenti usati quando si prepara la polenta.

Si deve predisporre tutta l’acqua prevista per la dispersione, la si deve tenere alla massima agitazione possibile, e si deve aggiungere il caolino lentamente, continuando ad agitare la dispersione fino al completo versamento di tutto il caolino necessario per ottenere la concentrazione voluta, 10% nel dosaggio più elevato utilizzato nella prima irrorazione stagionale, giù fino al 3% nelle successive irrorazioni.

La dispersione deve essere mantenuta in agitazione o mediante agitatore, o mediante la pompa di ricircolo. Se si smette di agitare la dispersione, il caolino tende a sedimentare nel fondo della tina. Con una energica agitazione il caolino torna in sospensione.

Devono essere evitate le seguenti tecniche di dispersione, perché danno luogo immancabilmente ad agglomerati:

  1. Non si deve usare, nella dispersione, meno acqua di quella che verrà poi utilizzata nella irrorazione. Usare meno acqua corrisponde a concentrazioni più elevate, ma va tenuto presente che il caolino si disperde meglio alle concentrazioni più basse.
  2. Non si deve versare acqua direttamente sul caolino in polvere. Questa tecnica corrisponde al tentativo di disperdere il caolino in condizioni di solidi elevatissimi, e porta immancabilmente alla formazione di agglomerati e grumi. 

Se si seguono i suggerimenti sopra elencati, il nostro caolino AgriBioClay verrà disperso in maniera ottimale, e non ci saranno problemi durante le fasi di irrorazione.