Lo scorso anno abbiamo seguito da vicino il lavoro di Gianni Santilli e dei collaboratori coinvolti nella sperimentazione condotta a Nocciano (Abruzzo), nata con l’obiettivo di valutare l’efficacia di una strategia preventiva basata sull’impiego combinato di caolino e propoli nella difesa biologica dell’olivo.
I risultati ottenuti al termine della stagione sono stati particolarmente incoraggianti. In un’annata caratterizzata da una forte pressione della mosca olearia, il monitoraggio costante, gli interventi tempestivi e il mantenimento della copertura con caolino hanno consentito di limitare sensibilmente i danni alle drupe e di arrivare alla raccolta con olive sane, dalle quali è stato ottenuto un olio extravergine di elevata qualità.
Ma un buon risultato, da solo, non basta. In agricoltura ogni stagione è diversa e ogni oliveto presenta caratteristiche proprie: varietà coltivate, esposizione, condizioni pedoclimatiche e modalità di gestione possono influenzare in maniera significativa il comportamento della pianta e della mosca olearia.
Per questo motivo il progetto non si conclude con il primo anno di osservazioni. Al contrario, proprio dai risultati ottenuti nasce l’esigenza di verificare quanto questa strategia sia ripetibile anche in contesti differenti.
Una nuova azienda agricola, lo stesso approccio
La nuova stagione vedrà la sperimentazione proseguire nell’entroterra pescarese, presso l’Azienda Agricola Blasiotti, che ha scelto di mettere a disposizione il proprio oliveto secolare per continuare il percorso iniziato lo scorso anno.
L’obiettivo non è quello di replicare semplicemente quanto già fatto, ma di osservare il comportamento della strategia in condizioni agronomiche differenti. Cambiano l’azienda, l’oliveto e il contesto produttivo, ma rimangono invariati i principi che hanno guidato il lavoro fin dall’inizio.
Il metodo rimane il vero protagonista
L’esperienza maturata nel 2025 ha confermato un aspetto fondamentale: il caolino non può essere considerato una soluzione isolata. La sua efficacia dipende dalla capacità di inserirlo all’interno di una strategia costruita su alcuni elementi imprescindibili:
- monitoraggio continuo dell’oliveto;
- osservazione diretta dello sviluppo della mosca olearia;
- applicazioni preventive;
- mantenimento della copertura dopo gli eventi meteorologici;
- valutazione costante dello stato delle piante.
Anche la propoli continuerà a far parte del protocollo di lavoro. L’esperienza dello scorso anno ha infatti evidenziato come il suo utilizzo, in associazione al caolino, possa contribuire a migliorare la permanenza della copertura sulle superfici vegetali, favorendo una protezione più stabile durante la stagione.
Un progetto che cresce insieme alle aziende
Uno degli aspetti più interessanti di questa ricerca è il rapporto di collaborazione tra tecnici, produttori e aziende agricole. Ogni oliveto rappresenta un’opportunità per raccogliere nuove osservazioni, confrontare risultati e comprendere meglio come adattare la strategia alle diverse realtà produttive.
L’obiettivo non è dimostrare che un prodotto funziona sempre allo stesso modo, ma capire quali condizioni permettono di ottenere i migliori risultati. È questo il valore della sperimentazione: trasformare l’esperienza pratica in conoscenza condivisa.
Continueremo a raccontare ciò che accade in campo
Come già avvenuto nella stagione precedente, seguiremo passo dopo passo l’evoluzione della sperimentazione presso l’Azienda Agricola Blasiotti. Condivideremo osservazioni, dati e risultati, raccontando non solo gli aspetti positivi ma anche le criticità che emergeranno durante il percorso.
Perché crediamo che l’innovazione in olivicoltura nasca soprattutto dal confronto tra chi ogni giorno lavora in campo e chi mette a disposizione competenze tecniche e strumenti di osservazione.
La ricerca continua…
Vuoi restare aggiornato sull’evoluzione della sperimentazione nell’oliveto Blasiotti? Iscriviti al blog:


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.