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Esistono tanti tipi di caolino in commercio.

Cava di Caolino

ESISTONO TANTI TIPI DI CAOLINO IN COMMERCIO.

Recentemente una rivista di settore ha riportato un abstract di uno studio del CNR di Bologna, non ancora pubblicato

l’articolo riporta delle non meglio precisate informazioni riguardo agli effetti dell’utilizzo di un determinato tipo di caolino e di una ben specifica tipologia di zeolite.

A questo proposito, è bene sapere che esistono molti tipi di caolino in commercio e che I caolini provenienti da diverse parti del mondo hanno proprietà notevolmente diverse.

La gamma di minerali associati al caolino influenza la sua idoneità per diverse applicazioni, con effetti anche molto diversi.

Il contenuto di caolinite del caolino lavorato varia, ma generalmente è compreso tra il 75 e il 94%.

ESISTONO MOLTI TIPI DI CAOLINO IN COMMERCIO. IN GENERALE ESISTONO CAOLINI NATURALI E CAOLINI CALCINATI.

Tra i caolini naturali alcuni vengono sottoposti ad un particolare trattamento che sfrutta un grande pressione per separare le parti che compongono la struttura di base: lo “Stack” (come una pila di monetine) creando tanti fogli, il caolino naturale si definisce dopo questo procedimento, caolino delaminato.

Caolino Naturale – stack

Esistono molti tipi di caolino in commercio
Caolino Delaminato AgriBioClay

La struttura cristallina del caolino, in natura, contiene due molecole di acqua, chiamate in gergo tecnico “acqua di cristallizzazione”.

Sottoponendo il caolino ad un trattamento termico, scaldando il prodotto ad elevata temperatura, queste due molecole di acqua si staccano dal cristallo del caolino.

Il procedimento, che porta la polvere di caolino ad oltre 1000 °C, viene chiamato calcinazione.

A seguito di tale trattamento termico, il caolino cambia profondamente la forma cristallina, e si presenta strutturato in gruppi di particelle.

Dalle foto è possibile vedere gli effetti di questo procedimento. Tutte le caratteristiche fisiche del caolino risultano così profondamente modificate.

Esistono molti tipi di caolino in commercio
Caolino Calcinato

COSA DICE IL REGOLAMENTO CEE.

Il caolino calcinato può essere usato con buoni risultati in agricoltura, ma si scontra con un importante vincolo legislativo.

In Europa il regolamento CE n° 834/2007 all’allegato 1 prevede che possa essere utilizzato nell’agricoltura biologica come “corroborante” un “prodotto ottenuto tal quale dalla macinazione meccanica di vari tipi di rocce, la cui composizione originaria deve essere specificata”, “privo di elementi inquinanti”.

Come si può notare, è possibile utilizzare come corroboranti in agricoltura biologica e convenzionale, in base alla normativa vigente, solo prodotti ottenuti per macinazione o separazione meccanica.

Nell’impiego in agricoltura biologica la legislazione vigente non prevede l’utilizzo di prodotti che abbiano subito lavorazioni diverse, quali il trattamento termico di calcinazione.

Esistono molti tipi di caolino in commercio.

Tante tipologie di caolino a causa della presenza di ossido di ferro presentano colorazioni tra il giallo, l’arancione ed il rosso, riflettendo la luce in modo diverso e meno efficacemente rispetto ai caolini bianchi.

Esistono tanti tipi di caolino in commercio
Remissione dei raggi solari – Esistono tanti tipi di caolino in commercio.

Secondo la definizione data da IMA (Industrial Minerals Association) / KPC (Kaolin- and Plastic Clay Association) e in accordo con il regolamento REACH:

Si può definire un materiale argilloso “Kaolin” Caolino quando il contenuto di caolinite, nell’insieme dei minerali che lo compongone è minimo il 60 %.

Ma attenzione più è alta la Caolinite minori saranno i contenuti degli altri materiali, tra cui il quarzo, fortemente abrasivo, la silice libera respirabile causa della silicosi e le diossine: sostanze tossiche che si trasferiscono ai grassi.

E’ importante quindi evitare di generalizzare e iniziare a comprendere che esistono tanti tipi di caolino in commercio e scegliere quello giusto è importante per evitare cattive sorprese.

AgryBioClay è inerte, insolubile, chimicamente stabile, non pericoloso.

In agricoltura biologica è opportuno scegliere un caolino naturale, appositamente studiato per tale impiego, e AgriBioClay è stato espressamente studiato per tale scopo.

D.B.

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Resistenza alla pioggia del Caolino AgriBioClay. Lavorare con la lancia.

AgriBioClay dopo la pioggia

Buongiorno a tutti, vogliamo riprendere, documentandolo con delle fotografie, l’argomento della copertura e dell’adesività del nostro caolino, già trattato in questo post, e ripreso da Stefania Mezzabarba del Frantoio Mezzabarba di Farnese in questo post.

Il caolino AgriBioClay è un caolino delaminato, al microscopio elettronico, le sue particelle ingrandite 5000 volte appaiono come dei “fogli”, diversamente dal caolino naturale dove la forma è quella dello stack (pile di monetine) o del caolino calcinato (ottenuto sottoponendo un particolare tipo di caolino naturale ad una temperatura vicina ai 900 °C in modo da formare agglomerati di durezza superiore a quella del vetro, capaci di smerigliare le superfici e più leggeri e voluminosi del caolino naturale)

I caolini in commercio in agricoltura hanno quindi caratteristiche simili, ma si distinguono per delle diversità. È importante trovare una strategia adeguata in base alla propria realtà valutandone i diversi aspetti: altezza delle piante, tipo di potatura, disposizione, numero, estensione del terreno, tipo di strumento utilizzato.

Coprire le piante con il caolino infatti richiede esperienza ed attenzione, cerchiamo quindi di aiutare i nostri clienti dando qui di seguito delle indicazioni di massima e raccogliamo delle immagini ed un video per mostrare una copertura ottimale e cosa significa quando diciamo che il nostro caolino si struttura.

Nel caso esposto il cliente sta lavorando con una botte da 300 litri trasportata da un trattore e con 2 lance munite di ugello in ceramica da 1.2 mm. la pressione è regolata a poco meno di 20 bar (l’ottimo sarebbe proprio 20 bar)

L’effetto che si riesce ad ottenere ad un primo passaggio, avendo la cura di muoversi molto velocemente è testimoniato dalle foto che seguono (1). Suggeriamo sempre due passaggi intervallati dal tempo necessario a che il caolino si asciughi quando possibile (2 e 3).

Ciò che si ottiene, si cerca di ottenere, è meglio testimoniato nel video:

Fiesole, Villa di Campolungo 22 luglio 2020

3 giorni dopo il video girato passeggiando per gli ulivi, la toscana e in particolare la zona di Firenze è stata colpita da violenti acquazzoni e grandinate che hanno dilavato il caolino (4), e abbattuto molte olive. Nel caso del nostro cliente, lo stupore è stato quello di notare che le piante che erano state trattate due volte avevano resistito maggiormente al dilavamento (5 – 7).

Per concludere quindi, alle tante persone che ci chiedono se aggiungere adesivanti, e/o sapone molle al nostro prodotto, rispondiamo che il caolino delaminato AgriBioClay grazie alla forma delle sue particelle quando si sovrappongono più strati, si dilava sempre meno, resistendo abbastanza bene alla pioggia. Ci rendiamo conto che non tutti hanno modo e tempo di seguire i propri ulivi con la necessaria attenzione, ed hanno modo di iniziare i trattamenti nel mese di giugno, ci rendiamo anche conto della diversità delle situazioni che contraddistiguono l’olivicoltura in Italia (diversi territori, diversi mezzi, diverse estensioni, diverse cultivar, diversa latitudine, diverso microclima) in tal caso osservata bene la propria realtà, se proprio si vuole utilizzare un adesivante, noi suggeriamo di rimanere tra quei prodotti “corroboranti” citati nella ancora valida tabella 1 al regolamento CE 834 del 2007 (e successive normative), Propolis, sapone molle o di marsiglia, olei vari (colza, neem).

Grazie di aver letto fin qui, ci auguriamo di essere stati utili e buon olio bio a tutti!

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CAOLINO – COME EVITARE GRUMI NELLA DISPERSIONE

Il caolino per agricoltura viene irrorato in dispersione acquosa sulle piante che devono essere protette: una delle cose che innervosisce di più l’agricoltore che deve effettuare il trattamento sono le otturazioni degli ugelli. Due sono le cause che portano ad otturare gli ugelli, la presenza di residui estranei al caolino, non presenti nel nostro AgriBioClay, e gli agglomerati che si formano a causa di una non perfetta dispersione del caolino. Con queste note vogliamo prevenire la formazione di agglomerati. 

Per evitare la formazione di agglomerati valgono gli stessi accorgimenti usati quando si prepara la polenta.

Si deve predisporre tutta l’acqua prevista per la dispersione, la si deve tenere alla massima agitazione possibile, e si deve aggiungere il caolino lentamente, continuando ad agitare la dispersione fino al completo versamento di tutto il caolino necessario per ottenere la concentrazione voluta, 10% nel dosaggio più elevato utilizzato nella prima irrorazione stagionale, giù fino al 3% nelle successive irrorazioni.

La dispersione deve essere mantenuta in agitazione o mediante agitatore, o mediante la pompa di ricircolo. Se si smette di agitare la dispersione, il caolino tende a sedimentare nel fondo della tina. Con una energica agitazione il caolino torna in sospensione.

Devono essere evitate le seguenti tecniche di dispersione, perché danno luogo immancabilmente ad agglomerati:

  1. Non si deve usare, nella dispersione, meno acqua di quella che verrà poi utilizzata nella irrorazione. Usare meno acqua corrisponde a concentrazioni più elevate, ma va tenuto presente che il caolino si disperde meglio alle concentrazioni più basse.
  2. Non si deve versare acqua direttamente sul caolino in polvere. Questa tecnica corrisponde al tentativo di disperdere il caolino in condizioni di solidi elevatissimi, e porta immancabilmente alla formazione di agglomerati e grumi. 

Se si seguono i suggerimenti sopra elencati, il nostro caolino AgriBioClay verrà disperso in maniera ottimale, e non ci saranno problemi durante le fasi di irrorazione. 

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Il caolino per agricoltura

Sono pochissimi i prodotti oggi sul mercato studiati espressamente per l’agricoltura: uno di questi è il caolino AgriBioClay.

La quasi totalità di caolini in commercio è stata studiata in origine per altre applicazioni, in generale per la produzione della ceramica.

L’utilizzo di caolino per ceramica in agricoltura comporta inconvenienti: in primo luogo il caolino per ceramica contiene agglomerati che vanno ad ostruire gli ugelli degli irroratori. Inoltre, le particelle di un caolino per ceramica non aderiscono bene alla superficie dei frutti e delle foglie.

AgriBioClay, studiato specificatamente per l’agricoltura, presenta particelle con un elevato rapporto di forma, ovvero il diametro delle particelle, in media pari a 1,4 micron, è fino a 40 volte lo spessore delle stesse: le particelle di AgriBioClay sono dunque larghe e piatte, come tante piastrelle.

Questo importante parametro incide favorevolmente sulla copertura della superficie (uno strato sottile ed uniforme è più efficace rispetto ad uno strato spesso e discontinuo) e quindi migliora sensibilmente anche l’adesione delle particelle, che vengono meno esposte ad erosione e dilavamento dovuti agli agenti atmosferici.

L’assenza di agglomerati è poi fondamentale per una facile irrorazione del caolino. Le particelle di tutti i caolini hanno diametri compresi fra 0,1 e 20 micron (il valore medio è in generale pari a 2 micron), largamente inferiori al diametro di qualunque ugello dell’irroratore. Se però nel prodotto ci sono agglomerati, questi hanno quasi sempre diametro superiore al diametro dell’ugello, immancabilmente lo otturano, e finiscono per rendere difficile la vita di chi deve irrorare le piante. residui-dispersionePer ottenere buoni risultati, è indispensabile utilizzare solo caolini espressamente studiati per l’agricoltura.

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Differenze fra caolino di origine primaria e secondaria

I caolini provenienti da miniere di tipo primario sono fisicamente diversi dai caolini provenienti da miniere secondarie: il rapporto di forma, ovvero il rapporto fra diametro delle particelle e spessore delle

analisi
Caolino al microscopio elettronico

stesse, è molto alto, e questa caratteristica è estremamente importante  in base all’uso cui il caolino è destinato. Nel caso dell’utilizzo in agricoltura, è fondamentale l’adesione del prodotto alla superficie delle piante, sia le foglie che i frutti. Se il caolino ha un rapporto di forma basso, come il caolino di origine secondaria, non aderisce bene alle superfici e tende a staccarsi. In questo caso è necessario sottoporre il prodotto ad un violento trattamento termico, detto calcinazione, effettuato a temperature superiori ai 1000 °C. Questo trattamento modifica chimicamente il caolino, eliminando le molecole di acqua di cristallizzazione, e ne altera l’aspetto fisico.

 

E’ interessante notare che la legislazione europea non prevede l’utilizzo di prodotti trattati termicamente nell’agricoltura biologica.

Il caolino di origine primaria, con un rapporto di forma elevato, tende invece ad aderire alle superfici tanto più energicamente quanto più è alto il rapporto di forma; inoltre, non essendo trattato termicamente, ma solo meccanicamente, può essere liberamente utilizzato in agricoltura biologica.