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AgriBioclay e Clay & clay augurano a tutti buone feste !

Illustrazione di Chiara Veggetti 

CAOLINO – COME EVITARE GRUMI NELLA DISPERSIONE

Il caolino per agricoltura viene irrorato in dispersione acquosa sulle piante che devono essere protette: una delle cose che innervosisce di più l’agricoltore che deve effettuare il trattamento sono le otturazioni degli ugelli. Due sono le cause che portano ad otturare gli ugelli, la presenza di residui estranei al caolino, non presenti nel nostro AgriBioClay, e gli agglomerati che si formano a causa di una non perfetta dispersione del caolino. Con queste note vogliamo prevenire la formazione di agglomerati. 

Per evitare la formazione di agglomerati valgono gli stessi accorgimenti usati quando si prepara la polenta.

Si deve predisporre tutta l’acqua prevista per la dispersione, la si deve tenere alla massima agitazione possibile, e si deve aggiungere il caolino lentamente, continuando ad agitare la dispersione fino al completo versamento di tutto il caolino necessario per ottenere la concentrazione voluta, 10% nel dosaggio più elevato utilizzato nella prima irrorazione stagionale, giù fino al 3% nelle successive irrorazioni.

La dispersione deve essere mantenuta in agitazione o mediante agitatore, o mediante la pompa di ricircolo. Se si smette di agitare la dispersione, il caolino tende a sedimentare nel fondo della tina. Con una energica agitazione il caolino torna in sospensione.

Devono essere evitate le seguenti tecniche di dispersione, perché danno luogo immancabilmente ad agglomerati:

  1. Non si deve usare, nella dispersione, meno acqua di quella che verrà poi utilizzata nella irrorazione. Usare meno acqua corrisponde a concentrazioni più elevate, ma va tenuto presente che il caolino si disperde meglio alle concentrazioni più basse.
  2. Non si deve versare acqua direttamente sul caolino in polvere. Questa tecnica corrisponde al tentativo di disperdere il caolino in condizioni di solidi elevatissimi, e porta immancabilmente alla formazione di agglomerati e grumi. 

Se si seguono i suggerimenti sopra elencati, il nostro caolino AgrBioClay verrà disperso in maniera ottimale, e non ci saranno problemi durante le fasi di irrorazione. 

Tiriamo le somme.

Il nostro progetto di usare il caolino in agricoltura biologica, AgriBioClay è partito due anni fa circa, ma solo lo scorso marzo abbiamo iniziato a proporci sul mercato Italiano.

Abbiamo iniziato frequentando una importate fiera Italiana “Olio Capitale” a Trieste, e anche quest’anno siamo tornati per andare a visitare i nostri clienti e a conoscerne di nuovi potenziali.

Trieste 5 marzo 2018

Il nostro proposito era, ed é tuttora, quello di farci conoscere direttamente dagli utilizzatori finali.

Ci proponevamo di riuscire a coprire il territorio nazionale e le strategie che abbiamo adottato ci hanno portato a raggiungere quasi totalmente il nostro obiettivo.

Ritenevamo e riteniamo ancora importante non solamente vendere il nostro Caolino, ma soprattutto dare assistenza a chi ha deciso di utilizzarlo,  favorendo un’agricoltura più rispettosa della natura e dell’uomo.

Troppo spesso ci siamo accorti che gli agricoltori sono lasciati a loro stessi e che trattare le colture con un prodotto come il caolino non é semplice, perché ogni realtà dispone di mezzi specifici e diversi tra loro a seconda sia della coltura che del terreno, perché c’é molta confusione sul prodotto, perché esistono prodotti estremamente diversi tra di loro venduti senza specificare le differenze.

E’ importante quindi aiutare le persone ad impostare i loro macchinari e a trovare la giusta tecnica per ottimizzare i trattamenti ed ottenere quindi dei risultati soddisfacenti.

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Ugello per atomizzatore

Vogliamo ringraziare tutte le Persone che ci hanno dato fiducia e ci auguriamo di continuare con gli stessi propositi per tutto il 2018.

Diffusione del Caolino AgriBioClay in Italia

Una Presentazione. Farnese marzo 2018

La sensazione che abbiamo riguardo ad un interesse sempre crescente intorno all’uso del caolino in agricoltura biologica ed integrata ci è stata confermata lo scorso sabato 24 marzo.

Siamo stati ospiti del Frantoio Mezzabarba per parlare in generale di Caolino, di cos’è, dei vantaggi che si ottengono utilizzandolo. Ne abbiamo approfondito gli aspetti tecnici cercando di trasferire la nostra cultura, maturata in 40 anni di esperienza che ci ha portato a selezionare e a presentare quindi il nostro caolino AgriBioClay.

Oggi piú che mai è diventato necessario approfondire l’argomento per scegliere consapevolmente, per avvicinarsi ad un’argilla che all’apparenza qualsiasi altro prodotto “bianco” potrebbe sostituire.

Non è così e crediamo di averlo raccontato e dimostrato con dati ed esempi pratici.

Ringraziamo moltissimo Stefania e Stefano del Frantoio Mezzabarba, il papà Franco, per la calorosa accoglienza e la sempre ottima collaborazione.

Invitiamo quanti fra voi sono intenzionati ad approfondire e magari ad organizzare un evento, a contattarci: saremo felici di darvi tutte le informazioni necessarie.

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La trappola delle trappole

In passato per misurare il risultato di una battaglia si contavano i nemici che erano caduti sul campo.

Quando si combatte contro gli insetti, non é possibile contare i caduti per verificare l’efficacia di un trattamento:  il metodo più utilizzato consiste nel sistemare delle trappole per catturare gli insetti, se dopo il trattamento il numero di insetti catturato tende a diminuire, o addirittura si arresta, quel trattamento è stato efficace.

Esistono però dei trattamenti che non uccidono gli insetti dannosi  per le colture, ma che semplicemente ne impediscono l’ovodeposizione: agiscono cioè come repellenti, non come killer.

In questi casi non è possibile misurare il risultato con le trappole, perché il numero di insetti sul campo rimane invariato. Se mi trovo in un ambiente pieno di zanzare e uso un repellente sulla pelle, valuto l’efficacia del repellente non contando le zanzare cadute sul pavimento, ma confrontando il numero di punture subite rispetto ad un altro individuo che non ha usato lo stesso repellente.

Quando uso il caolino per difendere l’ulivo dalla mosca, sto usando un repellente: se misuro l’efficacia del mio prodotto contando le mosche che rimangono nelle trappole, cado io stesso nella trappola di una falsa valutazione.

Il metodo corretto per valutare l’efficacia del trattamento con il caolino consiste nel raccogliere un certo numero (un centinaio?) di olive prese in diverse posizioni dell’olivo, (in alto,in basso, a destra e a sinistra) e confrontarle con un pari numero di olive prese in modo analogo su piante non trattate, il confronto di quante olive sono state attaccate nel caso delle piante trattate e di quante nelle piante non trattate sarà la misura corretta dell’efficacia del trattamento con il caolino.

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Trattamento con caolino AgriBioClay sui terreni oliomezzabarba.it

 

 

Una buona copertura

Caolino AgriBioClay su Vite

Nel supportare i nostri clienti ci troviamo difronte alle varie esperienze. Secondo noi questo che vedete in foto é un ottimo risultato con il nostro caolino.
In questa applicazione AgriBioClay é stato utilizzato per preservare la vite dalle scottature.
Per ottenere questo risultato é stato utilizzato un atomizzatore a spalla ventilato a bassa pressione.
Con questo strumento si coprono 1000 metri di vigna con 10 l. di acqua.
Il nostro cliente ha creato una sospensione con 2 kg di AgriBioClay in 8 l. di acqua e questo é il risultato.
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AgriBioClay il caolino per l’agricoltura biologica in Sicilia

Caolino AgriBioClay su Ulivo

In sicilia si iniziano a trattare gli ulivi con AgriBioClay il caolino per agricoltura biologica.
Sebbene non sia stata ancora segnalata la presenza della mosca, alcuni tra i nostri clienti più attenti hanno iniziato a proteggere le loro coltivazioni di ulivo dal forte irraggiamento solare e dalla scarsità di acqua.
AgriBioClay infatti grazie alla forma delle sue particelle e all’elevato grado di bianco crea una efficace barriera protettiva riflettendo i raggi del sole e trattenendo l’umidità
e la rugiada, diminuendo in questo modo la richiesta idrica delle piante.
Di questi vantaggi se ne sono accorti i nostri clienti che hanno cominciato a proteggere i propri futuri raccolti.

Rame e biologico, forse siamo vicini alla fine

La Commissione europea ha stabilito che il 31 gennaio 2018 scade l’approvazione per l’utilizzo del rame in agricoltura biologica.

Lo scorso 14 giugno, all’interno del progetto “Alt.rame in bio”, si è tenuto a Roma il convegno: E’ possibile un’agricoltura biologica senza l’impiego di rame?

In linea generale, l’agricoltura integrata ed i vari piani regionali prevedono dosi massime fino ad 8 kg/ha anno di rame metallo mentre le norme per l’agricoltura biologica (Reg. CE 889/08 s.m.i.) hanno stabilito un limite massimo di 6 kg/ha anno. In deroga a tale limite e solo per le colture perenni, in Italia (come in altri Stati membri) è stato autorizzato il superamento, in un dato anno, a condizione che la quantità media effettivamente applicata nell’arco dei cinque anni (l’anno considerato ed i quattro precedenti) non superi i 6 kg/ha.

Nel malaugurato caso in cui ad inizio 2018 il mondo del bio si trovasse senza rame, purtroppo le sperimentazioni condotte non hanno trovato soluzioni immediate. Tra i prodotti alternativi utilizzati (si vedano i link ai manuali del Crea*) l’unico fitosanitario autorizzato e già presente in allegato II del Reg. CE 889/08 è il bicarbonato di potassio la cui approvazione scadrà un paio d’anni dopo quella del rame.

Tutti gli altri prodotti dovrebbero essere innanzitutto approvati per l’agricoltura generale e poi inclusi tra quelli consentiti in agricoltura biologica. I tempi ed i costi per tale processo andrebbero anche al di là della scadenza del bicarbonato.

Sorgente: Rame e biologico, forse siamo vicini alla fine

Il Caolino e le Diossine

Molto spesso appaiono notizie relative alla presenza di PCDD/F, comunemente note sotto il nome di Diossine, nelle argille e nel caolino. A causa di fenomeni naturali quasi sempre preesistenti alle attività umane, le diossine possono essere presenti in quantità variabile nelle argille e nei caolini.

In generale i caolini di origine secondaria, quali i caolini americani, sono particolarmente ricchi di Diossine; in questo caso il caolino può essere utilizzato in agricoltura e nella filiera dell’alimentazione umana ed animale solo dopo un trattamento ad alta temperatura denominato calcinazione. Il caolino calcinato non è però ammesso nella legislazione europea per le coltivazioni biologiche.

Nei caolini europei, tutti di origine primaria, la presenza di Diossine è normalmente inversamente proporzionale al quantitativo di caolinite presente nel caolino. Caolini che presentano percentuali di caolinite bassi, dell’ordine del 60%, sono a forte rischio di presenza di Diossine; caolini con percentuali di caolinite dell’ordine del 90% ne sono pressoché esenti.

Nel caolino Agri Bio Clay, che presenta un tenore di caolinite pari al 90%, sono presenti tracce infinitesimali di Diossine, valutabili in trilionesimi di grammo per ogni grammo di caolino, al limite della misurabilità dei migliori strumenti. Agri Bio Clay è certificato per l’uso negli alimenti.

Per evitare contaminazioni nei Vostri prodotti, è caldamente raccomandato di richiedere al Vostro fornitore di caolino un certificato che attesti presenza di Diossine inferiori ai valori di soglia; se il Vostro fornitore ne fosse sprovvisto, cambiate fornitore: eviterete grosse sorprese quando il Vostro prodotto verrà analizzato!

Il Re degli ulivi


Nella trasferta di oggi siamo a Palo del Colle in provincia di Bari, durante le nostre visite ci siamo imbattuti in questo Re degli ulivi.
É un albero maestoso notevolmente più alto degli altri, si trova nelle nelle vicinanze di un convento e la leggenda vuole che sia stato concimato dai frati. Oggi é ricco di fiori cosí come tutti gli alberi nelle vicinanze, la stagione quindi parte bene! 
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