I caolini provenienti da miniere di tipo primario sono fisicamente diversi dai caolini provenienti da miniere secondarie: il rapporto di forma, ovvero il rapporto fra diametro delle particelle e spessore delle

stesse, è molto alto, e questa caratteristica è estremamente importante in base all’uso cui il caolino è destinato. Nel caso dell’utilizzo in agricoltura, è fondamentale l’adesione del prodotto alla superficie delle piante, sia le foglie che i frutti. Se il caolino ha un rapporto di forma basso, come il caolino di origine secondaria, non aderisce bene alle superfici e tende a staccarsi. In questo caso è necessario sottoporre il prodotto ad un violento trattamento termico, detto calcinazione, effettuato a temperature superiori ai 1000 °C. Questo trattamento modifica chimicamente il caolino, eliminando le molecole di acqua di cristallizzazione, e ne altera l’aspetto fisico.
E’ interessante notare che la legislazione europea non prevede l’utilizzo di prodotti trattati termicamente nell’agricoltura biologica.
Il caolino di origine primaria, con un rapporto di forma elevato, tende invece ad aderire alle superfici tanto più energicamente quanto più è alto il rapporto di forma; inoltre, non essendo trattato termicamente, ma solo meccanicamente, può essere liberamente utilizzato in agricoltura biologica.



Le rocce caolinitiche, meglio conosciute sotto il nome di caolino, sono molto comuni in natura, ma solo pochi giacimenti contengono sufficienti percentuali di caolinite per essere sfruttate in maniera economica. Antiche rocce granitiche, soggette a pressioni e lavaggi acidi nel corso del tempo (parliamo di diverse decine di milioni di anni!) si sono sgretolate separando tre prodotti: quarzo, sotto forma di sabbia silicea, feldspato e caolino.
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