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Il momento per iniziare a trattare gli ulivi con il caolino è adesso.

Il momento per iniziare con il caolino è adesso

L’uso del caolino in olivicoltura è un tema sempre più discusso, ma non sempre comunicato in modo corretto. Il caolino è un’argilla naturale che si utilizza come corroborante, ovvero una sostanza capace di migliorare le condizioni fisiologiche della pianta e potenziarne la resistenza agli stress.

In olivicoltura, il caolino viene spesso proposto — in modo improprio — come se avesse una funzione di lotta diretta contro la mosca olearia. Tuttavia, è bene chiarire che i corroboranti non sono agrofarmaci: per legge non possono essere classificati come tali, né pubblicizzati con funzioni di tipo fitosanitario.

Per questo motivo, è fondamentale comprendere il vero ruolo del caolino: si applica in modo preventivo, per creare una condizione sfavorevole a insetti, muffe e sbalzi termici, e allo stesso tempo favorire il benessere dell’ulivo.

Siamo in Sicilia, dove in molte zone l’ulivo ha già iniziato ad allegare. Questo è il momento ideale per iniziare il trattamento con caolino.


Perché trattare con il caolino già dalla fine dell’allegagione

Protezione precoce: agire prima del danno

Già dalla fine dell’allegagione, le piccole drupe sono vulnerabili. Il caolino, applicato in questa fase, crea una barriera visiva e ambientale che disturba l’attività degli insetti e migliora le condizioni della pianta.

Inoltre, l’applicazione precoce consente una copertura più omogenea e stabile nel tempo.

Mosca olearia: anticipare i voli

Il primo volo della mosca può avvenire molto presto. Alcuni ritengono che la mosca non deponga sulle olive troppo piccole, ma in realtà le condizioni favorevoli possono portare a ovideposizioni già su drupe di 6–7 mm, specie in ambienti umidi o nelle zone costiere. L’errore più comune è sottovalutare la rapidità con cui il frutto cresce e diventa vulnerabile.

Per questo motivo, trattare con caolino già dalla fine dell’allegagione significa intercettare il momento critico ed evitare che il primo attacco avvenga senza protezione.

Radiazione solare: effetto riflettente

Il caolino non raffredda i frutti, ma riflette parte della luce solare, riducendo l’eccessivo riscaldamento delle drupe. In questo modo, si abbassano i picchi termici e si limita lo stress idrico.

Tignola carpocapsa: ostacolare la terza generazione

Anche la tignola dell’olivo (Prays oleae), nella sua generazione carpofaga, depone sulle drupe. Il caolino può interferire con questa fase disturbando la percezione visiva del frutto, ostacolando la mobilità delle larve neonate e rendendo la superficie meno favorevole.

Pur non essendo un insetticida, il caolino agisce come ostacolo fisico e ambientale, limitando le condizioni ottimali per l’insediamento.

Resistenza al distacco: un possibile effetto indiretto

Alcuni olivicoltori osservano che le piante trattate con caolino presentano minore cascola dei frutti. Questo effetto, seppur indiretto, potrebbe essere legato al miglioramento delle condizioni fisiologiche della pianta e alla maggior tenuta del peduncolo, favorita da una minore incidenza di stress termici e idrici.

Qualità e resa: un aiuto concreto

Meno danni ai frutti significa maggiore resa e olio di migliore qualità. Il caolino contribuisce indirettamente a mantenere elevati i parametri qualitativi, come il contenuto in polifenoli.


KPI per valutare l’efficacia dell’intervento

  • Percentuale di olive danneggiate alla raccolta
  • Numero di trattamenti fitosanitari evitati
  • % di allegagione portata a maturazione
  • Polifenoli e acidità nell’olio ottenuto
  • Costo per ettaro dei trattamenti (confronto tra approcci)

E c’è chi è già partito: Tenute Ragonese in provincia di Messina

📸 Proprio ieri, Tenute Ragonese, azienda olivicola in provincia di Messina, ha ricevuto il suo bancale di caolino AgriBioClay. Insieme alle immagini della consegna, ci ha inviato le foto delle prime olive alleganti, segno che il momento giusto è arrivato.

Questa testimonianza concreta rafforza un messaggio semplice: chi si prepara per tempo è già avanti nella stagione. Il caolino non si applica quando il problema è visibile, ma prima. Come sta facendo chi ha già iniziato.

Vuoi applicarlo nel modo corretto?

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Troverai tutte le informazioni per acquistare AgriBioClay nel formato più adatto alle tue esigenze: sacchi singoli, bancali o grandi quantità. Spediamo in tutta Italia con imballaggi sicuri e tracciabili.

Abbiamo organizzato due giornate gratuite di formazione in Abruzzo:

  • 17 maggio – Fossacesia (CH) presso Tenuta Mancini
  • 31 maggio – Loreto Aprutino (PE) presso Az. Agr. Blasiotti

📲 Scrivi ora a Camillo su WhatsApp: Iscriviti


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Caolino e corroboranti: imparare a scegliere, imparare a usare

Formazione tecnica sul caolino in agricoltura, gratuita, in Abruzzo.

Per olivicoltori, viticoltori e tecnici agricoli.

Sempre più agricoltori cercano soluzioni naturali, ma chi cerca una formazione tecnica sul caolino in agricoltura trova spesso solo informazioni confuse, incomplete o fuorvianti

C’è chi lo presenta come panacea per ogni problema.

C’è chi lo confonde con concimi fogliari o fitofarmaci.

C’è chi ne parla male senza conoscerne origine, composizione o utilizzo corretto.

Se anche tu ti sei fatto queste domande, abbiamo creato due giornate gratuite di formazione tecnica sul caolino e altri corroboranti naturali, pensate per fare chiarezza e darti strumenti applicabili subito in campo.


Cosa offre la formazione tecnica sul caolino in agricoltura

Le due giornate si terranno in Abruzzo e saranno vere occasioni di formazione tecnica sul caolino in agricoltura, integrate da dimostrazioni pratiche e confronto aperto tra agricoltori e tecnici. Parleremo di:

I tre grandi equivoci da superare:

  • Non tutti i caolini sono uguali: differenze tecniche, granulometria, origine
  • Caolino ≠ fertilizzanti fogliari o fitofarmaci: cosa dice la normativa
  • Intasamento, abrasività, residui: verità e falsi miti

Contenuti della giornata:

  • Cos’è il caolino delaminato e perché viene scelto per l’agricoltura
  • Come si distinguono i veri corroboranti naturali dai prodotti commerciali
  • Come e quando usare sapone potassico e propoli
  • Settaggio delle macchine, quantità, strategie per una copertura efficace
  • Prove pratiche in campo con atomizzatore e materiali reali

👥 

Chi conduce la formazione

Gianni Santilli

Tecnico agrario con oltre 30 anni di esperienza, potatore, formatore e assaggiatore professionale di olio extravergine d’oliva.

Domenico Bucca – Clay & Clay Srl

Esperto di caolino in agricoltura dal 2016. Business Manager di Clay & Clay, agente per l’Italia di due multinazionali con giacimenti in America, Brasile, Germania e Ucraina. Ha accompagnato oltre 500 realtà agricole nella scelta e nell’uso consapevole del caolino.


Date e sedi degli eventi

  • 🗓️ Sabato 17 maggio 2025 – Tenuta Mancini, Fossacesia (CH)
  • 🗓️ Sabato 31 maggio 2025 – Azienda Agricola Blasiotti, Loreto Aprutino (PE)

Eventi organizzati dalle aziende ospitanti, con la partecipazione di Clay & Clay (Domenico Bucca) e Gianni Santilli come ospiti e relatori.


📲 

Come partecipare

La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati.

👉 Scrivi ora a Camillo su Whatsapp per maggiori informazioni

👉 Scrivi ora a Camillo per prenotarti a Fossacesia

👉 Scrivi ora a Camillo per prenotarti a Loreto Aprutino

📌 Riceverai solo informazioni tecniche, concrete e utili per chi lavora davvero in campo.

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Caolino: natura, origine e ruolo in agricoltura biologica

dispersione di caolini a confronto

Prendendo spunto da un articolo pubblicato su OlivoNews, abbiamo deciso di approfondire il tema in modo più esteso e tecnico, per offrire uno strumento utile agli operatori del settore.

Un chiarimento necessario su cosa sia (e non sia) questa polvere di roccia bianca

In un mondo agricolo sempre più attento alla sostenibilità e alla riduzione degli input chimici, il caolino è diventato un nome ricorrente, soprattutto nei contesti dell’agricoltura biologica e integrata. Eppure, su questo materiale si addensano ancora fraintendimenti, semplificazioni e – talvolta – usi impropri.

È quindi utile fare chiarezza su cosa sia davvero il caolino, da dove proviene, quale ruolo può avere nei campi e cosa non è e non può essere.

Caolino: Origine naturale e caratteristiche

Il caolino è una polvere minerale naturale, composta prevalentemente da caolinite, un silicato idrato di alluminio con formula chimica Al₂Si₂O₅(OH)₄. Questo minerale si forma attraverso un processo geologico prolungato di alterazione di rocce granitiche ricche di feldspati, in condizioni idrotermali o meteoritiche.

Visivamente si presenta come una polvere bianca molto fine, con proprietà riflettenti, opacizzanti e coprenti. Il grado di purezza (cioè la percentuale di caolinite contenuta), la sua capacità di riflettere la luce e la granulometria sono determinanti per il suo comportamento tecnico in campo.

A differenza di molte sostanze impiegate in agricoltura, il caolino usato come corroborante non è una sostanza di sintesi: è un’argilla bianca naturale, composta principalmente da caolinite. Viene estratta da giacimenti selezionati e lavorata con procedimenti meccanici delicati, come la vagliatura e la delaminazione, senza alcuna trasformazione chimica. Questo la rende una materia prima inerte, sicura e perfettamente compatibile con i principi dell’agricoltura biologica.

Al contrario, alcune argille bianche destinate ad altri settori industriali vengono sottoposte a calcinazione, un processo termico ad alta temperatura che modifica profondamente la struttura cristallina della caolinite, alterando le proprietà fisiche e chimiche del materiale. Il caolino calcinato non conserva le caratteristiche originarie richieste per l’impiego come corroborante secondo la normativa italiana.

Tuttavia, in commercio esistono formulati che impiegano caolini calcinati con differenti classificazioni, anche in ambito agricolo. In alcuni casi, non vengono proposti come corroboranti, ma come pesticidi autorizzati, con specifici codici di registrazione. Come pesticidi, questi prodotti possono contenere anche altre sostanze aggiuntive, spesso coperte da brevetto, che ne modificano la funzione e la composizione rispetto al semplice caolino naturale.

Questa distinzione è fondamentale: comprendere con precisione la natura, la lavorazione e la classificazione del prodotto è essenziale per fare scelte consapevoli, soprattutto quando si opera in agricoltura biologica o integrata.

Sicurezza d’uso: silice libera, diossine e idoneità alimentare

Quando si parla di polveri di origine minerale, è fondamentale considerare anche gli aspetti legati alla sicurezza per l’operatore e per l’ambiente. Alcuni caolini presenti sul mercato possono contenere percentuali significative di silice libera cristallina respirabile, una sostanza regolamentata perché potenzialmente pericolosa se inalata per lunghi periodi. Possono inoltre contenere tracce di diossine, dovute alla presenza naturale di sostanze organiche nel giacimento o a contaminazioni ambientali pregresse.

AgriBioClay, il nostro caolino selezionato, è un’argilla bianca pura e raffinata, che risponde a standard severi di qualità e sicurezza:

  • contiene silice libera respirabile in concentrazione inferiore all’1%, entro i limiti di legge;
  • è certificato con dichiarazione di conformità per l’assenza di diossine oltre le soglie stabilite per l’uso in ambito alimentare (0,09 ng/kg rispetto al limite di 0,5 ng/kg);
  • è approvato per il contatto con alimenti (food contact approved), una garanzia ulteriore di sicurezza per chi lavora in oliveti, frutteti e filiere di produzione di oli e alimenti destinati al consumo umano.

Scegliere un caolino controllato, testato e conforme non è solo una questione tecnica, ma un atto di responsabilità.

Il suo ruolo in agricoltura

In Italia, il caolino è ammesso come corroborante, secondo la normativa vigente (Reg. CE 834/2007 e DM 6793/2018). I corroboranti sono sostanze di origine naturale che aiutano le piante a tollerare meglio gli stress ambientali e a potenziare le proprie difese naturali.

L’effetto del caolino in agricoltura è meccanico, nel senso più ampio e corretto del termine: agisce per contatto visivo e ambientale, non per penetrazione o azione chimica. Il trattamento con caolino lascia sulla superficie fogliare una patina bianca opaca, che:

  • altera la percezione visiva degli insetti, disturbando la localizzazione della pianta ospite;
  • riflette parte della radiazione solare, riducendo lo stress termico e la disidratazione;
  • modifica il microclima della chioma, migliorando il benessere fisiologico della pianta.

Attenzione ai prodotti che “si spacciano” per caolino

Negli ultimi anni, alcuni prodotti presenti sul mercato vengono commercializzati come “caolino” pur non essendolo affatto. Si tratta spesso di concimi fogliari a base di altre sostanze (come ossidi o solfati), che non contengono caolinite e non rispondono alla definizione tecnica e normativa di caolino.

Questa ambiguità crea confusione tra gli agricoltori e rischia di minare la fiducia verso un materiale naturale, sicuro e utile se usato correttamente. È quindi fondamentale verificare sempre la composizione reale del prodotto e non affidarsi esclusivamente al nome commerciale o alle descrizioni generiche presenti in etichetta.

Cosa non è e cosa non può fare

Il caolino non è un insetticida, non è un fungicida, non è un concime. È un’argilla bianca inerte, priva di principi attivi, che non rilascia sostanze, non penetra nella pianta e non modifica i suoi processi fisiologici. Di conseguenza:

  • Non può essere pubblicizzato come dotato di effetto fitosanitario, né come sostanza in grado di “curare” le piante.
  • Non può essere premiscelato con fitosanitari o biostimolanti prima della vendita: la normativa sui corroboranti richiede che il prodotto sia commercializzato puro. L’utilizzatore può eventualmente miscelarlo in campo, sotto la propria responsabilità e nel rispetto delle buone pratiche agronomiche.
  • Non sostituisce i trattamenti autorizzati, laddove siano necessari per la protezione della coltura.
  • Non apporta nutrienti, né ha un’azione sistemica o prolungata nel tempo.
  • Non crea una barriera impermeabile, ma solo una copertura temporanea e lavabile, che deve essere ripristinata in caso di pioggia o irrigazione abbondante.

Una risorsa preziosa, ma da conoscere

Usato correttamente, il caolino è uno strumento utile, naturale e intelligente per chi coltiva nel rispetto dell’ambiente. Ma per valorizzarlo davvero serve conoscenza, precisione terminologica e scelta consapevole dei materiali.

Per aiutare olivicoltori, tecnici e operatori agricoli a orientarsi tra le tante offerte presenti sul mercato, noi di Clay & Clay Srl offriamo percorsi di formazione tecnica, sia online sia in collaborazione con associazioni, frantoi e realtà locali, con l’obiettivo di promuovere un uso consapevole, corretto e sostenibile del caolino in agricoltura.

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A legno o a fiore? Confronto tecnico sulle gemme dell’olivo e le scelte da fare in campo

A legno o a fiore?

Un recente articolo pubblicato da Teatro Naturale ha riacceso l’attenzione su un tema chiave per la gestione dell’oliveto: la differenziazione delle gemme. La domanda di fondo è semplice: cosa determina se una gemma darà origine a un ramo (a legno) o a un fiore (a frutto)? E come possiamo orientare questo processo attraverso la gestione agronomica e le pratiche di potatura?

Per approfondire il tema, ci siamo confrontati con Gianni Santilli, potatore esperto e profondo conoscitore della fisiologia dell’olivo. Il confronto è stato l’occasione per tradurre i risultati scientifici in indicazioni concrete, applicabili in campo.

L’articolo scientifico: spunti chiari

Nella prova presentata da Teatro Naturale, sono state analizzate varietà italiane come Frantoio e Coratina, in condizioni controllate. I risultati mettono in evidenza che ogni nodo del ramo può ospitare due gemme:

  • una gemma principale, con funzione riproduttiva,
  • una gemma accessoria, con funzione vegetativa.

Tuttavia, solo se l’apice di crescita ha raggiunto una determinata maturità fisiologica, la gemma principale può evolvere in infiorescenza. Questo spiega perché, in alcune cultivar, anche una crescita vigorosa non garantisce la produzione di fiori.

Nel caso della Frantoio, ad esempio, non si è osservata fioritura nemmeno su piante con abbondante sviluppo vegetativo. Diverso il comportamento della Coratina, dove la capacità fiorifera si è manifestata anche su legno di due o quattro anni.

Il contributo dell’esperienza di campo.

Gianni Santilli ha confermato la validità delle osservazioni dell’articolo, sottolineando alcuni principi fondamentali per chi opera in oliveto:

“Durante l’attività di potatura è importante eseguire questa delicata e fondamentale operazione in tempi relativamente brevi. Pertanto consiglio di evitare di soffermarsi troppo a lungo nell’osservazione di singoli rami, ma guardare la pianta nel suo insieme.”

Ciò che conta davvero è valutare l’assetto vegeto-produttivo della pianta. Se la pianta è caratterizzata da un’eccessiva spinta vegetativa, prosegue Santilli,

“è meglio ridurre l’intensità di potatura, al fine di assecondare l’attività vegetativa indebolendola a favore della produzione.”

Se invece siamo di fronte a una pianta con scarsa attività vegetativa,

“è consigliabile aumentare l’intensità della potatura per stimolare l’emissione di nuovi germogli, che diventeranno rami di rinnovo sia vegetativo che produttivo.”

“La potatura deve essere rispettosa della fisiologia dell’albero,” aggiunge, “e conta molto l’esperienza che ogni anno il potatore professionista acquisisce in campo. Si diventa bravi anno dopo anno, ma solo se questa attività si fa con passione e preparazione. Imparare ad osservare prima di operare è fondamentale per evitare errori.”

Questa visione riporta la potatura all’interno di un gesto agronomico consapevole, che non si limita a un’azione meccanica ma tiene conto dello stato di equilibrio della pianta e del suo rapporto con luce, vigore e produzione.

Principi condivisi da mantenere in campo

A legno o a fiore? Dal confronto emergono alcune indicazioni pratiche e condivise:

  • Evitare tagli drastici e ripetuti, che impediscono la maturazione dell’apice.
  • Limitare le cimature, generalmente sconsigliate sull’olivo.
  • Valutare la vigoria della pianta per decidere l’intensità della potatura.
  • Mantenere la chioma ben esposta alla luce, poiché l’olivo è una specie eliofila: la luce è fondamentale per favorire la differenziazione delle gemme a fiore.

L’uso dei corroboranti nella gestione dell’equilibrio

Oltre alla potatura, è possibile sostenere lo sviluppo dell’albero attraverso l’uso mirato di prodotti naturali come caolinosapone potassico e propoli. Non agiscono direttamente sulla differenziazione delle gemme, ma favoriscono le condizioni fisiologiche ottimali per una pianta sana, equilibrata e in grado di produrre.

  • Caolino Riflette la luce, riduce lo stress termico e abbassa la temperatura della chioma. Utile da giugno ad agosto, specialmente in annate siccitose.👉 Leggi anche: Proteggere le colture da siccità e scottature
  • Sapone potassico Pulisce la superficie fogliare da melata e fumaggini, migliorando la respirazione. Indicato in primavera (marzo-aprile) e all’inizio dell’estate, (se necessario).
  • Propoli Sostanza naturale con proprietà antifungine e antiossidanti, rafforza la pianta nei momenti di stress. Da utilizzare in primavera e in autunno.

“L’efficacia di questi prodotti dipende dalla loro purezza e composizione,” ricorda Santilli. “Utilizzarli con consapevolezza è parte integrante di una gestione rispettosa e intelligente dell’oliveto.”

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Corso di potatura dell’olivo a Cefalù: caolino, qualità dell’olio e rete tra olivicoltori

alcuni partecipanti al corso di potatura di cefalù

Corso di potatura dell’olivo a Cefalù: caolino, qualità dell’olio e rete tra olivicoltori

Il 22 marzo si è conclusa la tre giorni dedicata all’olivicoltura che si è svolta a Cefalù, nel cuore della Sicilia, organizzata da Clay & Clay srl. Un appuntamento che abbiamo definito la puntata zero di un progetto che punta alla formazione, allo scambio di conoscenze e alla costruzione di una rete tra olivicoltori, tecnici e produttori di attrezzature.

Tre giorni intensi, dove teoria e pratica si sono intrecciate tra la gestione della chioma, la cura della pianta e la valorizzazione del frutto. Un lavoro fatto con passione, professionalità e tanta voglia di innovare.

La potatura come atto agricolo consapevole

Durante il corso Gianni Santilli ha mostrato come riformare con pochi tagli alberi di ulivo in abbandono, approfondendo le tecniche di gestione della chioma con un approccio pratico, attento alla fisiologia della pianta e orientato all’uso di attrezzature meccaniche moderne, che permettono di lavorare in sicurezza e con efficienza anche in contesti complessi come quello collinare e frammentato del territorio madonita.

L’obiettivo era chiaro: aiutare chi coltiva olivi a prendere decisioni efficaci, sostenibili e replicabili, con una visione lungimirante che parte dalla potatura per arrivare alla qualità dell’olio.

Qualità dell’olio: osservare per migliorare

Durante il corso si è parlato anche di qualità dell’olio e sono stati assaggiati alcuni oli, andando a cogliere punti di forza e di debolezza, offrendo spunti utili per migliorare. Un momento prezioso per comprendere l’importanza della lavorazione e della conservazione, elementi fondamentali per ottenere un extravergine di eccellenza.

Il caolino: un alleato per l’olivo e per l’ambiente

Un momento importante del corso è stato dedicato anche alla gestione della difesa dell’olivo. In particolare, ci siamo soffermati su siccità, scottature estive e parassiti. Abbiamo parlato dell’utilizzo del caolino come corroborante in grado di riflettere la luce solareridurre lo stress termico e ostacolare la deposizione degli insetti dannosi.

Il nostro AgriBioClay, distribuito da Clay & Clay srl, ha riscosso molto interesse tra i partecipanti. Per chi volesse approfondire, è disponibile una sezione dedicata sul nostro sito: Scopri AgriBioClay e il suo utilizzo.

Un dialogo tra olivicoltori, tecnici e produttori

Quello che ha davvero reso unica questa esperienza è stato lo spirito di condivisione. In un contesto agricolo spesso isolato, abbiamo visto nascere una rete tra olivicoltori, frantoiani e costruttori di attrezzature, uniti dalla volontà di migliorare insieme.

Lavorare in un territorio difficile richiede soluzioni intelligenti, e la nostra puntata zero ha dimostrato che, quando si mettono in circolo idee, esperienze e strumenti concreti, i risultati arrivano.

E non finisce qui

Questo evento non rappresenta un punto di arrivo, ma piuttosto l’inizio di un percorso: continueremo a proporre corsi pratici, giornate dimostrative e strumenti formativi, utili per chi lavora ogni giorno tra gli ulivi.

Segui Gianni Santilli su Facebook – Pensa Facile e su Instagram per restare aggiornato sulle prossime iniziative o iscriviti alla nostra newsletter.

Ringraziamo di cuore Gianni Santilli per la professionalità e l’approccio umano che ha saputo trasmettere a tutti i partecipanti, e Pellenc Italia per il supporto tecnico.

A Cefalù è nato qualcosa. E noi siamo solo all’inizio.

Corso di potatura dell’olivo a Cefalù: caolino, qualità dell’olio e rete tra olivicoltori