Il caolino naturale e il caolino calcinato

La struttura cristallina del caolino, in natura, contiene due molecole di acqua, chiamate in gergo tecnico “acqua di cristallizzazione”.

Sottoponendo il caolino ad un trattamento termico, in pratica scaldando il prodotto ad elevata temperatura, queste due molecole di acqua si staccano dal cristallo del caolino. Il procedimento, che porta la polvere di caolino ad oltre 1000 °C, viene chiamato calcinazione. A seguito di tale trattamento termico, il caolino cambia profondamente la forma cristallina, e si presenta strutturato in gruppi di particelle. Dalle foto è possibile vedere gli effetti di questo procedimento. Tutte le caratteristiche fisiche del caolino risultano così profondamente modificate.

Il caolino calcinato può essere usato con buoni risultati in agricoltura, ma si scontra con un importante vincolo legislativo. In Europa il regolamento CE n° 834/2007 all’allegato 1 prevede che possa essere utilizzato nell’agricoltura biologica un “prodotto ottenuto tal quale dalla macinazione meccanica di vari tipi di rocce, la cui composizione originaria deve essere specificata”. Come si può notare, è possibile utilizzare in agricoltura biologica solo prodotti ottenuti per macinazione. Nell’impiego in agricoltura biologica la legislazione vigente non prevede l’utilizzo di prodotti che abbiano subito lavorazioni diverse, quali il trattamento termico di calcinazione.

In agricoltura biologica è opportuno scegliere un caolino naturale, appositamente studiato per tale impiego, e AgriBioClay è stato espressamente studiato per tale scopo.

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